La Commissione europea ha pubblicato una nuova guida tecnica sul rendere a prova di clima i progetti infrastrutturali per il periodo 2021-2027. Il documento mira a fornire considerazioni sul clima nei futuri investimenti e nello sviluppo di progetti infrastrutturali, dagli edifici alle infrastrutture di rete.
L’approccio progettuale deve ricomprendere, secondo il documento presentato, obiettivi di neutralità climatica (mitigazione) e di resilienza climatica (adattamento).
Nella fase di analisi della resilienza climatica, la guida illustra una prima metodologia per poter individuare i potenziali rischi climatici, mediante un’analisi della sensibilità, dell’esposizione e della vulnerabilità.
Di seguito si riporta stralcio del documento, con i relativi link di collegamento a risorse esterne, così come citati nel documento stesso.

Nel corso della durata prevista del progetto infrastrutturale potrebbero verificarsi cambiamenti significativi nella frequenza e nell’intensità degli eventi meteorologici estremi dovuti ai cambiamenti climatici, che andrebbero presi in considerazione. I progetti dovrebbero inoltre tenere conto del potenziale innalzamento del livello del mare, che
dovrebbe proseguire in futuro anche a fronte di una stabilizzazione del riscaldamento globale conformemente agli obiettivi dell’accordo di Parigi in materia di temperature.
La scelta della (o delle) serie di dati di proiezione climatica da utilizzare per la valutazione della vulnerabilità e dei rischi climatici rientra tra i compiti iniziali del promotore del progetto e del gruppo di esperti e dovrebbe essere documentata.
Nella maggior parte dei casi è possibile che le serie di dati richieste siano disponibili nello Stato membro interessato.
Se dette serie di dati nazionali/regionali non sono disponibili, le fonti di informazioni sui cambiamenti climatici indicate di seguito potrebbero essere considerate una base alternativa ai fini dell’analisi :
— servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus, che offre tra l’altro proiezioni climatiche nell’ambito di Climate Data Store di Copernicus;
— altre fonti (link) credibili a livello nazionale/regionale di informazioni, dati e proiezioni sui cambiamenti climatici, ad esempio, per le regioni ultraperiferiche, i dati provenienti dai pertinenti modelli climatici regionali (ad esempio ClairCity, ICARUS, Nature4Cities, GrowGreen, Clarity, Climate-fit.city, Cordex);
— oltre al servizio relativo ai cambiamenti climatici, il programma Copernicus comprende il servizio di monitoraggio atmosferico di Copernicus, il servizio di monitoraggio dell’ambiente marino di Copernicus, il servizio di monitoraggio del territorio di Copernicus, il servizio di sicurezza di Copernicus e il servizio di gestione delle emergenze di Copernicus. Tali servizi possono fornire dati utili a integrazione del servizio relativo ai cambiamenti climatici;
— valutazioni nazionali del rischio, se pertinenti e disponibili;
— panoramica dei rischi di catastrofi che l’Unione europea può trovarsi ad affrontare;
— piattaforma europea sull’adattamento ai cambiamenti climatici (Climate-ADAPT);
— Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione europea;
— Centro di conoscenze per la gestione del rischio di catastrofi (DRMKC), ad esempio Risk Data Hub, le serie di dati scaricabili PESETA IV ospitate su Risk Data Hub, che forniscono proiezioni dei potenziali impatti e metodologie; e i dati sulle perdite dovute a catastrofi;
— Agenzia europea dell’ambiente (AEA);
— centro di distribuzione dei dati dell’IPCC, quinta relazione di valutazione dell’IPCC (AR5), relazione speciale dell’IPCC sull’aumento di 1,5 °C della temperatura globale, relazione speciale dell’IPCC in materia di cambiamenti climatici e suolo, preparazione della sesta relazione di valutazione (AR6);
— portale delle conoscenze sui cambiamenti climatici della Banca mondiale.
FASE 1 – Screening
L’analisi della vulnerabilità di un progetto ai cambiamenti climatici è una tappa importante nell’individuazione delle giuste misure di adattamento da adottare. L’analisi è suddivisa in tre fasi, che comprendono un’analisi della sensibilità, una valutazione dell’esposizione attuale e futura e successivamente una combinazione delle due per la valutazione della vulnerabilità.

Per una panoramica strutturata degli indicatori dei cambiamenti climatici e degli indicatori di impatto dei cambiamenti climatici (pericoli), cfr. ad esempio le relazioni dell’AEA «Climate change, impacts and vulnerability in Europe 2016» (https://www.eea.
europa.eu/publications/climate-change-impacts-and-vulnerability-2016) e «Climate change adaptation and disaster risk reduction in Europe» (https://www.eea.europa.eu/publications/climate-change-adaptation-and-disaster), il documento tecnico dell’ETC CCA «Ex treme weather and climate in Europe» (2015) (https://www.eionet.europa.eu/etcs/etc-cca/products/etc-cca-reports/extreme-20weather-20and-20climate-20in-20europe), nonché la relazione dell’AEA «State of the European Environment» (2020) (https://www.eea.europa.eu/so).
Analisi della sensibilità
L’obiettivo dell’analisi della sensibilità è individuare i pericoli climatici pertinenti per il tipo di progetto specifico, indipendentemente dalla sua ubicazione. Ad esempio, è probabile che l’innalzamento del livello del mare rappresenti un rischio significativo per la maggior parte dei progetti portuali, indipendentemente dalla loro ubicazione.
L’analisi della sensibilità dovrebbe riguardare il progetto nel suo insieme, nalizzandone le varie componenti e il modo di operare all’interno della rete o del sistema più ampi, ad esempio operando una distinzione tra i quattro ambiti:
— attività e processi in loco;
— fattori di produzione quali acqua ed energia;
— risultati quali prodotti e servizi;
— collegamenti di accesso e di trasporto, anche se al di fuori del controllo diretto del progetto.
L’attribuzione di punteggi per la sensibilità ai diversi tipi di progetti è un compito che può essere svolto al meglio da esperti tecnici, vale a dire ingegneri e altri specialisti con una buona conoscenza del progetto. Inoltre la preparazione del progetto può dipendere in misura cruciale da parametri specifici (ingegneristici o di altro tipo). Ad esempio, la progettazione di un ponte potrebbe dipendere in misura cruciale dal livello dell’acqua del fiume che attraversa; oppure il funzionamento ininterrotto di una centrale termoelettrica potrebbe dipendere in misura cruciale dalla presenza di una quantità sufficiente di acqua di raffreddamento e dal livello minimo e dalla temperatura massima dell’acqua del fiume adiacente. Può essere importante includere tali parametri critici di progettazione nell’analisi della sensibilità climatica.
Si dovrebbe attribuire un punteggio di sensibilità «alta», «media» o «bassa» per ciascun ambito e pericolo climatico:
- sensibilità alta: il pericolo climatico può avere un impatto significativo su attività e processi, fattori di produzione, risultati e collegamenti di trasporto;
- sensibilità media: il pericolo climatico può avere un leggero impatto su attività e processi, fattori di produzione, risultati e collegamenti di trasporto;
- sensibilità bassa: il pericolo climatico non ha alcun impatto (o tale impatto è insignificante)
Esposizione
L’obiettivo dell’analisi della sensibilità è individuare i pericoli pertinenti per l’ubicazione prevista per il progetto, indipendentemente dal tipo di progetto. Ad esempio, le inondazioni potrebbero rappresentare un pericolo climatico significativo per le aree inondabili situate in prossimità di un fiume.
L’analisi dell’esposizione si concentra pertanto sull’ubicazione, mentre l’analisi della sensibilità si concentra sul tipo di
progetto.
L’analisi dell’esposizione può essere suddivisa in due parti: l’esposizione al clima attuale e l’esposizione al clima futuro. I dati storici e attuali disponibili per il luogo pertinente dovrebbero essere impiegati per valutare l’esposizione climatica
presente e passata. Le proiezioni dei modelli climatici possono essere utilizzate per comprendere in che modo il livello di esposizione possa cambiare in futuro, prestando particolare attenzione alle variazioni della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi.
Aree geografiche diverse possono essere esposte a pericoli climatici diversi. È utile capire in che modo l’esposizione di diverse aree geografiche in Europa cambierà a seguito dell’evoluzione dei pericoli climatici, come illustrato nell’elenco che segue.
Ad esempio:
— aree in cui la popolazione dipende dalle risorse naturali per il reddito/la sussistenza;
— le zone costiere, le isole e le località fuori costa sono particolarmente esposte all’aumento dell’altezza delle mareggiate e delle onde, delle inondazioni e dell’erosione delle coste;
— le zone con un livello di precipitazioni stagionali basso e in calo sono spesso più esposte a crescenti rischi di siccità, subsidenza e incendi boschivi;
— le zone con temperature elevate e in aumento sono spesso più esposte al rischio di ondate di calore;
— le zone caratterizzate da un aumento delle precipitazioni stagionali (eventualmente associate a uno scioglimento più rapido della neve e nubifragi) sono spesso più esposte a inondazioni improvvise e all’erosione;
— aree caratterizzate da un patrimonio culturale sia materiale che immateriale.
È importante capire quali siano le zone esposte e in che modo esse e le persone che vi vivono saranno colpite, poiché spesso queste zone trarranno i maggiori benefici da un adattamento proattivo.
Più i dati sono locali e specifici, più la valutazione sarà precisa e pertinente.
Per alcuni rischi, ad esempio le inondazioni improvvise, potrebbero essere necessari dati e studi specifici per il sito.
Vulnerabilità
L’analisi della vulnerabilità combina i risultati dell’analisi della sensibilità e dell’esposizione (se valutate separatamente).
La valutazione della vulnerabilità mira a individuare i potenziali pericoli significativi e i rischi a essi correlati e costituisce la base per la decisione di procedere alla fase di valutazione dei rischi. In genere essa pone in evidenza i pericoli più rilevanti per la valutazione dei rischi (si pensi a questi come alle vulnerabilità classificate come «alte» ed eventualmente «medie», a seconda della scala). Se la valutazione della vulnerabilità conclude che tutte le vulnerabilità sono giustificatamente classificate come basse o insignificanti, potrebbe non essere necessaria un’ulteriore valutazione dei rischi (climatici) (qui si concludono lo screening e la fase 1). Tuttavia la decisione sulle vulnerabilità da sottoporre a un’analisi dettagliata dei rischi dipenderà dalla valutazione motivata del promotore del progetto e del gruppo incaricato della valutazione climatica.
L’ubicazione di un’infrastruttura, insieme alla capacità di adattamento delle imprese, dei governi e delle comunità locali, può influenzare la sensibilità e la vulnerabilità climatiche di un bene. La vulnerabilità a più pericoli climatici può anche essere strettamente legata al settore e alla tecnologia utilizzata per la costruzione e il funzionamento.
FASE 2 – Valutazione dei rischi climatici
Rispetto all’analisi della vulnerabilità, la valutazione dei rischi rende più semplice e immediata l’individuazione di catene cause-effetti più lunghe che collegano i pericoli climatici alle prestazioni del progetto in diverse dimensioni (tecnica, ambientale, sociale/dell’inclusione/dell ’accessibilità e finanziaria ecc.) e prende in esame le interazioni tra i vari fattori.
Pertanto una valutazione dei rischi è in grado di individuare problemi trascurati dalla valutazione della vulnerabilità.
La norma ISO 14091 utilizza il concetto di «catene degli impatti», uno strumento efficace che aiuta a meglio comprendere, visualizzare, sistematizzare ed elencare in ordine di priorità i fattori che comportano rischi nel sistema.
Le catene di impatti fungono da punto di partenza analitico per la valutazione globale dei rischi. Specificano quali pericoli possono potenzialmente avere un impatto diretto e indiretto sui cambiamenti climatici e costituiscono pertanto la struttura di base per la valutazione dei rischi. Le catene fungono da importanti strumenti di comunicazione per discutere quali elementi sottoporre ad analisi e quali parametri climatici e socioeconomici, biofisici o di altro tipo dovrebbero essere presi in considerazione. In questo modo contribuiscono all’individuazione delle azioni di adattamento
mirate da intraprendere.
La valutazione dei rischi può comprendere il giudizio degli esperti del gruppo di valutazione e un esame della letteratura e dei dati storici in materia. Spesso comporta l’organizzazione di un seminario sull’individuazione dei rischi per individuare i pericoli, le conseguenze e i principali rischi legati al clima e concordare l’analisi supplementare necessaria per valutare l’entità dei rischi.
Di norma la valutazione dettagliata dei rischi assume la forma di valutazioni quantitative o semiquantitative, spesso basate su modelli numerici, che possono essere svolte al meglio durante riunioni più ristrette o analisi di esperti più mirate.

LINK: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:52021XC0916(03)