I rischi derivanti dal cambiamento climatico, dalla perdita di biodiversità, dal degrado delle condizioni sociali e dalla qualità della gestione delle imprese influiscono sulla crescita effettiva e potenziale dell’economia. Questo Rapporto risponde all’impegno di fornire informazioni sulle metodologie applicate per tenere conto dei rischi ESG nell’attività di investimento dei portafogli della Banca non riferiti alla politica monetaria, e sui risultati conseguiti.
In passato gli investimenti in strumenti del settore privato (in particolare le azioni) seguivano un principio di neutralità (la composizione del portafoglio replicava quella del mercato, con l’esclusione di alcuni settori). Dal 2019 la Banca ha integrato in maniera graduale i fattori climatici e di sostenibilità nei preesistenti modelli di gestione dei rischi. In un primo momento l’integrazione è avvenuta a valle dell’allocazione del portafoglio tra le varie classi di attività e ha riguardato la selezione dei titoli dapprima per i portafogli azionari, quindi per quelli obbligazionari. In un secondo momento i profili di sostenibilità sono stati utilizzati anche nella fase di allocazione tra classi di attività solo per i titoli di emittenti privati; l’impiego dei fattori ESG è stato così esteso all’intero processo di investimento, dalla fase di allocazione fino a quella di selezione dei singoli titoli.
La strategia di investimento sostenibile si traduce in una combinazione di diverse politiche di gestione del portafoglio: per i titoli di emittenti privati queste considerano criteri di: (a) esclusione sulle società selezionabili; (b) preferenza delle imprese che adottano le migliori prassi ESG (best in class); (c) integrazione di profili ESG nei modelli finanziari; inoltre per i titoli pubblici e privati sono impiegate politiche di investimento tematiche (ad es. per l’acquisto di obbligazioni verdi).
LINK: https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/rapporto-investimenti-sostenibili/2022/index.html