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La grandine che verrà

Il progetto H2Med – Hail Hazards in the Mediterranean, finanziato PNRR, studia la grandine nel bacino del Mediterraneo con l’obiettivo di migliorare la comprensione dei meccanismi di formazione delle grandinate e di come il cambiamento climatico possa influenzarne frequenza e caratteristiche. L’ambizione è produrre conoscenza e strumenti di “climate service” utili in applicazioni operative, dalla gestione del rischio fino al nowcasting. Il progetto è condotto da un team che include CNR-ISAC (Bologna) e le Università di Torino e di Napoli “Parthenope”.

La metodologia integra tre linee principali. Primo, osservazioni satellitari: vengono costruite climatologie giornaliere della grandine su scala mediterranea (dal 1999 al 2021, su griglia 1°×1°) e si ricostruiscono eventi selezionati ad alta risoluzione (con la tecnica MASHA, per gli esperti). Qualcosa di simile era già stato fatto recentemente, ne avevamo parlato in questo articolo, con risultati analoghi (ci sono evidenze che sta grandinando di più e con chicchi più grandi).

Secondo, reanalisi meteorologiche (es. ERA5): tramite analisi statistiche multivariate (PCA e cluster) si identificano i pattern sinottici associati a grandine “intensa” e “estrema” e si sviluppa un indice/proxy di grandine basato su variabili ambientali, estendendo l’analisi anche a decenni precedenti. Terzo, modellistica climatica: usando output CMIP6 e scenari SSP si stimano possibili evoluzioni future delle condizioni favorevoli alla grandine e si confrontano i segnali con indici standard di estremi (ETCCDI/ETSCI), con l’obiettivo di rendere queste metriche più fruibili anche in contesti di valutazione del rischio.

Riportiamo, per esemplificazione, gli scenari previsti per fine secolo nello scenario SSP3-7.0, che è ormai tra i più comunemente utilizzati.

I risultati attesi includono mappe e statistiche di climatologia e trend, oltre a indicatori sintetici (proxy/predittori) utili a collegare la scala climatica a quella operativa; alcune anteprime mostrano già analisi focalizzate sull’Italia e confronti tra scenari futuri.

Per dettagli, dataset e aggiornamenti, il riferimento migliore resta la pagina ufficiale del progetto H2Med.

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